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Mattina piena di gente che trovo a camminare con borse in mano, giubotti di pelle, giacche, cravatte o miserie da raccontare a confidenti. Mattina di semafori rossi, di ingorghi e bestemmie, di occhi assonnati e poveri. Mattina e luci d'argento tra macchine e sole, nuvole e palazzi che stentano a prendere fisionomia. Mattina mentre ferri lacerano in due una donna, strappano la vita da un corpo e dall'amore; un caffè in mano sorseggiato in una via silenziosa, una lacrima di compassione per gli affanni, per le schifezze del mio vomito e poi a vagabondare dispersa tra le onde di moltitudini silenziose. Non immagino nient'altro se non il suo viso distrutto, un assassino annoiato ed io, la faccia massacrata, china davanti ai troppi errori, compiacendomi di respirare un pò mentre c'è la vecchia che cerca il biglietto dell'autobus la farmacia affollata un alcolizzato con la faccia di gomma; l'autista di turno suona il clacson all'imbecille cornuto, un bambino sorride e non riesco a rispondergli ho malditesta, non vedo nulla osservo tutto quanto persino i numeri delle targhe poi mi fermo davanti alle vetrine spengo la luce e cammino a capo chino aspettando di arrivare da qualche parte possibilmente in un letto, possibilmente a casa mia chi se ne frega del dolore chi se ne frega se muore il cuore di un ragazzo in mezzo alle borse della spesa, ai regali del due per tre, agli autobus verdi, ai giardinetti una volta verdi, alle trincee di marmo, a Dio che non fa altro che sbadigliare... ed allora con il muso schiacciato contro il vetro della finestra malinconica aspetto di stupirmi: potrebbe comparire improvvisamente una grande mano dal cielo oppure un' astronave coi fiocchi o magari Godzilla che piscia sopra di noi con piacere immenso. Invece pupille spente, paesaggio spento signore spente impegnate in conversazioni spente. Guardo il cielo grigio come il mare calmo d'autunno, guardo le nuvole sempre più piccole che spariscono dietro i tetti colorati da poco, guardo questo mondo anche per chi non è nato. Ma niente calamari giganti a Porta nuova alle quattro.

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Posted by staff at December 21. 2007

Mattina piena di gente che trovo a camminare con borse in mano, giubotti di pelle, giacche, cravatte o miserie da raccontare a confidenti. Mattina di semafori rossi, di ingorghi e bestemmie, di occhi assonnati e poveri. Mattina e luci d'argento tra macchine e sole, nuvole e palazzi che stentano a prendere fisionomia. Mattina mentre ferri lacerano in due una donna, strappano la vita da un corpo e dall'amore; un caffè in mano sorseggiato in una via silenziosa, una lacrima di compassione per gli affanni, per le schifezze del mio vomito e poi a vagabondare dispersa tra le onde di moltitudini silenziose. Non immagino nient'altro se non il suo viso distrutto, un assassino annoiato ed io, la faccia massacrata, china davanti ai troppi errori, compiacendomi di respirare un pò mentre c'è la vecchia che cerca il biglietto dell'autobus la farmacia affollata un alcolizzato con la faccia di gomma; l'autista di turno suona il clacson all'imbecille cornuto, un bambino sorride e non riesco a rispondergli ho malditesta, non vedo nulla osservo tutto quanto persino i numeri delle targhe poi mi fermo davanti alle vetrine spengo la luce e cammino a capo chino aspettando di arrivare da qualche parte possibilmente in un letto, possibilmente a casa mia chi se ne frega del dolore chi se ne frega se muore il cuore di un ragazzo in mezzo alle borse della spesa, ai regali del due per tre, agli autobus verdi, ai giardinetti una volta verdi, alle trincee di marmo, a Dio che non fa altro che sbadigliare...
ed allora con il muso schiacciato contro il vetro della finestra malinconica aspetto di stupirmi: potrebbe comparire improvvisamente una grande mano dal cielo oppure un' astronave coi fiocchi o magari Godzilla che piscia sopra di noi con piacere immenso. Invece pupille spente, paesaggio spento signore spente impegnate in conversazioni spente. Guardo il cielo grigio come il mare calmo d'autunno, guardo le nuvole sempre più piccole che spariscono dietro i tetti colorati da poco, guardo questo mondo anche per chi non è nato.
Ma niente calamari giganti a Porta nuova alle quattro.

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