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Trenta occhi appiccicati sul maglione. Si muovono velocemente scrutando le luci della festa. Come spiegare il significato di un malessere che assomiglia ad un prurito all'occhio, se non nel silenzio di una testa che si lascia ubriacare, s'abbandona nel marasma e decide di tenere un sorriso da deficente. Qualche occhio parla dal maglione; è tuo amico e ci devi parlare, o ci vuoi, a seconda dei casi. Una bocca emette qualche moto misero per deliziare o deliziarsi. E' buio, luci colorate assieme al sudore che si respira nella sala; si potrebbe costruire una grande tomba in cui vivere, giovani e vecchi, in gran segreto e per sempre. Vecchia malattia la voglia di sparire in fretta fra le pieghe della terra; ciao, come stai? Siamo dementi. La nostra anima pari ad una donna mezza addormentata che non gioca a carte scoperte. Mai, quasi mai. Cascate di mani che si muovono. Silenzio dopo il rumore. Capelli lunghi e complici che si muovono simultaneamente ai discorsi paranoici post-balla, post-tutto.Due occhi fra i trenta, riconoscibili ovunque, i suoi. Compagno di una grande campagna che è la vita...la campagna piatta, sterminata, misteriosa, inquietante, tenera nei tramonti, ingenua all'alba; poi il tempo che è un ladro, un ladro di ricordi e immagini. Ogni cosa viene depredata. Il cesso serve alla testa per prendere una decisione. Freno a mano. I trenta occhi restano sul maglione e poi abbandonati in qualche cassetto di miseri ricordi, putridi come la cenere finale. b.

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Posted by Anonymous at December 21. 2007
Trenta occhi appiccicati sul maglione. Si muovono velocemente scrutando le luci della festa. Come spiegare il significato di un malessere che assomiglia ad un prurito all'occhio, se non nel silenzio di una testa che si lascia ubriacare, s'abbandona nel marasma e decide di tenere un sorriso da deficente. Qualche occhio parla dal maglione; è tuo amico e ci devi parlare, o ci vuoi, a seconda dei casi. Una bocca emette qualche moto misero per deliziare o deliziarsi. E' buio, luci colorate assieme al sudore che si respira nella sala; si potrebbe costruire una grande tomba in cui vivere, giovani e vecchi, in gran segreto e per sempre. Vecchia malattia la voglia di sparire in fretta fra le pieghe della terra; ciao, come stai? Siamo dementi. La nostra anima pari ad una donna mezza addormentata che non gioca a carte scoperte. Mai, quasi mai. Cascate di mani che si muovono. Silenzio dopo il rumore. Capelli lunghi e complici che si muovono simultaneamente ai discorsi paranoici post-balla, post-tutto.Due occhi fra i trenta, riconoscibili ovunque, i suoi. Compagno di una grande campagna che è la vita...la campagna piatta, sterminata, misteriosa, inquietante, tenera nei tramonti, ingenua all'alba; poi il tempo che è un ladro, un ladro di ricordi e immagini. Ogni cosa viene depredata. Il cesso serve alla testa per prendere una decisione. Freno a mano. I trenta occhi restano sul maglione e poi abbandonati in qualche cassetto di miseri ricordi, putridi come la cenere finale. b.
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